VilleoCare

Per figlie e figli

Stare vicini a un genitore anziano, anche da lontano

Non servono cinque telefonate al giorno per stare tranquilli. Con VilleoCare tua madre o tuo padre ha una giornata con un ritmo suo, e tu hai un posto solo dove vedere come è andata.

  • I promemoria li imposti tu, dal tuo telefono, da dove sei
  • Videochiamate, messaggi vocali e foto in un unico posto
  • I nipoti entrano con un link, senza registrarsi

Niente da installare: funziona da telefono, tablet e computer.

Portale familiare

Esempio di quello che trova la famiglia quando apre il link.

  • Medicine del mattino

    Confermate alle 8:10

  • Messaggio vocale della nonna

    «Ho vinto due partite su tre»

  • Nuovo ricordo nel diario

    Il primo giorno di lavoro, 1962

  • Partita a scopa con Giulia

    Ieri sera, 21 minuti

La distanza non si accorcia. La giornata sì.

Quasi sempre comincia con una frase in macchina, tornando da una visita: «papà è rimasto solo tutto il giorno». Non è successo niente di grave. È che le ore fra il caffè del mattino e il telegiornale della sera sono tante, e da lontano non sai come sono andate.

Così iniziano le telefonate di controllo. Una alle otto per le medicine, una a mezzogiorno, una prima di cena. Funzionano poco per te, perché stai comunque in pensiero, e funzionano male per lui, perché ogni squillo somiglia a una verifica. Dopo qualche settimana risponde stanco: «sì, sì, tutto a posto», e la conversazione finisce lì.

VilleoCare non prova a sostituire quelle telefonate. Prova a togliere loro il compito di essere un controllo, così tornano a essere quello che erano: due chiacchiere. Da una parte dà a tuo padre delle cose da fare che gli piacciono davvero, dall’altra ti fa vedere in un colpo d’occhio che la giornata ha avuto il suo ritmo.

È un’app di benessere e compagnia, non un servizio sanitario. Non ti dice come sta: ti dice che alle 8:10 il promemoria è stato confermato, che ieri sera ha giocato a scopa con la nipote e che ha registrato un ricordo nuovo. Il resto — come sta davvero, cosa gli serve — resta materia da medico e da famiglia.

Non è sorveglianza, ed è importante che si veda

Se un genitore sente odore di controllo, smette di aprirla. Per questo VilleoCare è costruita al contrario: chi la usa resta il padrone di casa, la famiglia è ospite.

  • Vede le stesse cose che vedi tu

    Non esiste una parte nascosta dell’app. Quello che compare nel portale familiare è visibile anche sul suo telefono, con le stesse parole.

  • Decide lui o lei cosa condividere

    Ogni condivisione si accende e si spegne da sola. Se preferisce tenere per sé il diario dei ricordi, il diario resta suo e basta.

  • Niente telecamere, niente ascolto continuo

    VilleoCare non guarda e non ascolta la casa. Il microfono si attiva solo quando è lui a premere per dettare o per parlare con il compagno vocale.

  • La posizione parte solo con il tasto SOS

    Fuori da quel momento la posizione non viene inviata a nessuno. Non c’è un puntino che si muove su una mappa tutto il giorno.

È anche il modo più semplice per far accettare l’app: quando una persona capisce che può spegnere qualsiasi cosa da sola, di solito non spegne quasi niente.

Il portale familiare: un link, nessuna password

Il portale familiare è la pagina dove la famiglia si ritrova. Ci arrivi con un link che invii tu: chi lo riceve apre, scrive il proprio nome ed è dentro. Niente account da creare, niente password da recuperare a Natale davanti a tutti.

È stato pensato soprattutto per i nipoti. Un ragazzo di sedici anni non installa un’app per parlare con il nonno una volta a settimana, ma un link su WhatsApp lo apre. Da lì può lasciare un messaggio vocale, mandare una foto, fare una domanda al nonno o mettersi a giocare a carte con lui.

Per ogni persona invitata decidi cosa può fare: solo leggere, scrivere messaggi, oppure anche modificare i promemoria. Un invito si revoca in qualsiasi momento, e la revoca vale subito.

Le domande dei nipoti

Dentro il portale c’è una cosa che alle famiglie piace più del previsto: i nipoti possono lasciare una domanda — «nonna, com’era la scuola quando avevi la mia età?» — e il nonno risponde a voce, quando ha voglia. La risposta resta registrata e finisce nel diario dei ricordi.

Nel giro di qualche mese diventa un archivio di storie che nessuno avrebbe scritto. Si può stampare come Libro della Vita e regalarlo.

Sentirsi, non solo scriversi

La videochiamata si fa da un tasto grande, senza cercare il numero in rubrica e senza passare da un menu. Sembra un dettaglio: è la differenza fra una videochiamata a settimana e nessuna.

Quando non è il momento di parlare restano i messaggi vocali. Per molte persone anziane sono più naturali della tastiera: si tiene premuto, si dice quello che si ha da dire, si lascia andare. Chi riceve ascolta quando può, e la voce di un genitore vale più di un testo scritto in fretta.

Poi c’è il compagno vocale, che è una cosa diversa e va detta per quello che è: una voce con cui scambiare due parole quando la casa è silenziosa e non c’è nessuno da chiamare. Non sostituisce una persona e non fa compagnia al posto tuo. Serve nelle ore vuote del pomeriggio, quelle in cui prima si accendeva la televisione tanto per sentire un rumore.

I promemoria dei farmaci, impostati da te

Le scatole delle medicine sono la cosa che più spesso porta una famiglia a cercare un’app. Il meccanismo qui è volutamente semplice: si scrive il nome della medicina, l’orario e i giorni. All’ora giusta parte una sveglia con il nome scritto grande, un suono a scelta fra tre e la vibrazione. Un tasto per dire che è stata presa, uno per rimandare di dieci minuti.

I promemoria li puoi impostare tu dal tuo telefono, senza aspettare la prossima visita. Se lo avete deciso insieme, quando la presa viene confermata la conferma compare nel portale familiare. Se non arriva, non parte nessun allarme: vedi semplicemente che manca, e decidi tu se è il caso di fare una telefonata.

Nel calendario resta lo storico delle conferme, così non devi tenerlo a mente tu. È un promemoria e una conferma di aver preso: niente di più, e soprattutto nessuna valutazione di salute.

Le decisioni su quali medicine prendere, in che dose e per quanto tempo restano del medico. VilleoCare non entra in quella conversazione: si limita a far suonare la sveglia all’ora che avete scritto voi.

Il tasto SOS e l’avviso per i movimenti bruschi

Il tasto SOS è grande, rosso e sempre nella stessa posizione, perché in un momento difficile non si cerca nulla. Quando viene premuto parte un messaggio ai contatti che avete scelto insieme — fino a cinque — con la posizione del momento, e dalla stessa schermata si può chiamare il 112 con un tocco.

Vale la pena scegliere i contatti con calma, mettendo per primo chi abita vicino e non chi vi sta più a cuore: in quel momento conta chi può arrivare in dieci minuti.

C’è poi la tessera di emergenza stampabile: un foglio con il codice QR, i nomi e i numeri di chi avvisare. Si tiene nel portafoglio o attaccata al frigorifero, e funziona anche quando il telefono è scarico o in un’altra stanza.

Infine l’avviso per i movimenti bruschi. Se il telefono che ha in tasca registra uno scossone forte, l’app chiede se va tutto bene e mette a portata di dito il tasto SOS e la chiamata al 112. Va preso per quello che è: un avviso in più, che dipende da dove si trova il telefono in quel momento. Non è un sistema di sicurezza, non promette di accorgersi di quello che succede in casa e non sostituisce la presenza di una persona.

Il resto della giornata

I promemoria e il tasto SOS sono la parte che tranquillizza te. Queste sono le cose che fanno aprire l’app a lui.

  • Movimento senza attrezzi

    105 schede di esercizi con video: braccia, spalle, gambe, equilibrio, respirazione. Si scelgono per durata e si seguono anche da seduti.

  • Carte italiane e giochi

    Briscola, scopa, scala 40, tressette, burraco e ramino, contro il computer o in compagnia. Più quiz, memory e giochi di parole per passare mezz’ora.

  • Il diario dei ricordi

    Si racconta a voce, senza scrivere una riga. Le storie diventano il Libro della Vita, che si può stampare e rilegare per Natale.

  • Musica e ricordi

    Le canzoni italiane dagli anni Cinquanta agli Ottanta e 92 fatti che hanno segnato il Novecento, dal 1930 al 2000, da riguardare insieme.

  • Scritte grandi davvero

    Il testo si porta da 16 a 48 pixel, i tasti restano larghi almeno un polpastrello, c’è l’alto contrasto, il tema scuro e la lettura vocale.

  • Cinque lingue

    Italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo. Utile se vivi all’estero e vuoi l’app nella tua lingua mentre lui la tiene in italiano.

Come si comincia, in pratica

Il primo pomeriggio insieme conta più di tutto il resto. Se vai di persona, meglio; se no, va bene una videochiamata con lui davanti al tablet.

  1. Aprite l’app insieme, dal suo dispositivo. Prima cosa: portate le scritte alla dimensione che legge comodo, anche se sembra enorme a te. Deve leggere senza occhiali da vicino appoggiati sul naso.
  2. Partite da una cosa piacevole. Una canzone di quando aveva vent’anni, una partita a briscola contro il computer. La prima impressione deve essere «questo mi diverte», non «questo mi sorveglia».
  3. Aggiungete un solo promemoria. Quello del mattino, il più importante. Gli altri si mettono la settimana dopo, quando la sveglia non è più una novità.
  4. Scegliete insieme i contatti SOS. Parlatene con calma, decidete l’ordine e stampate la tessera di emergenza.
  5. Invitate i nipoti per ultimi. Manda loro il link e chiedi una domanda a testa per il nonno. La prima risposta vocale, di solito, è il momento in cui l’app smette di essere una tua idea e diventa una cosa sua.

Se dopo due settimane certe funzioni non le apre mai, toglietele. Una schermata corta con tre cose usate ogni giorno vale più di venti icone che mettono soggezione.

Se tuo padre è in RSA o va al centro diurno

Quando un genitore vive in struttura la domanda cambia: non è più «come è andata la giornata», è «cosa ha fatto oggi e con chi». VilleoCare ha un modulo pensato per le strutture, con un feed che tiene aggiornate le famiglie su attività e momenti della giornata, oltre agli strumenti per gli operatori.

Se la RSA di tuo padre non lo usa, puoi segnalarlo alla direzione: la pagina dedicata spiega come funziona dal loro lato.

Vedi VilleoCare per le RSA e i centri diurni

Le domande che ci fanno le famiglie

Mia madre pensa che la voglia controllare. Come glielo spiego?

Aprendola insieme. In cinque minuti si vede che non c’è niente di nascosto: le stesse schermate che guardi tu sono sul suo telefono, e ogni condivisione ha un interruttore che sta in mano a lei.

Il consiglio pratico è partire da una cosa piacevole, non dai promemoria: una partita a briscola, una canzone di quando era ragazza, un messaggio vocale del nipote. Il resto si aggiunge dopo, se lo vuole.

Devo installare qualcosa sul suo telefono?

No. VilleoCare si apre dal browser di un telefono, di un tablet o di un computer. Se preferite averla in mano come le altre app, si aggiunge alla schermata iniziale con due tocchi.

Non serve un telefono nuovo: va bene quello che ha già, purché il browser sia aggiornato.

Io e mia sorella possiamo seguirla tutti e due?

Sì. Le persone di famiglia si invitano una per una, ognuna con il proprio accesso, e per ognuna si decide cosa può vedere e cosa può modificare.

Un esempio comune: chi abita vicino imposta i promemoria, chi vive lontano riceve solo i messaggi e le foto.

I nipoti devono registrarsi per scrivere o per giocare?

No. Ricevono un link, scrivono il loro nome ed entrano. Vale per il portale familiare e vale per le partite a carte: nessun account, nessuna password da ricordare a quattordici anni.

Se preme il tasto SOS, cosa succede di preciso?

Parte un messaggio ai contatti che avete scelto insieme, fino a cinque, con la posizione del momento. Dalla stessa schermata può chiamare il 112 con un tocco.

In casa può tenere la tessera di emergenza stampabile: un foglio con il codice QR e i numeri di chi avvisare, da mettere nel portafoglio o sul frigorifero.

VilleoCare mi dice se mia madre sta bene di salute?

No, e non è quello che fa. VilleoCare non è un dispositivo medico: non misura nulla, non esprime valutazioni sanitarie e non sostituisce il medico curante.

È un’app di benessere e compagnia. Ti dice se il promemoria delle 8 è stato confermato, non come sta. Per le domande di salute il riferimento resta il medico. In caso di emergenza si chiama il 112.

E se mio padre dopo due settimane non la apre più?

Capita, ed è quasi sempre un problema di abitudine, non di app. Le cose che funzionano meglio sono due: un appuntamento fisso, per esempio la partita del pomeriggio con te o con un nipote, e togliere tutto quello che non usa, così la schermata resta corta.

Se una funzione lo infastidisce, si spegne. Meglio tre cose usate ogni giorno che venti mai aperte.

Quanto costa e cosa succede se smetto?

I piani sono sulla pagina dei prezzi, con quello che è incluso in ognuno. Si disdice quando si vuole e i contenuti personali — diario, foto, messaggi — si possono esportare e portare via prima di chiudere l’account.

Provala una sera, con lui o con lei accanto

Dieci minuti bastano: si ingrandiscono le scritte, si mette una canzone, si imposta il primo promemoria e si fa una partita a scopa.

Se preferisci parlarne prima con una persona, scrivici: rispondiamo noi.