RSA e centri diurni
Centro diurno per anziani: come funziona, come si accede, quanto costa
Cosa succede davvero in un centro diurno: la giornata tipo, a chi conviene, come si presenta domanda al Comune e dieci domande da fare durante la visita.
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Il centro diurno per anziani è un servizio dove la persona passa la giornata, dalla mattina al tardo pomeriggio, e la sera torna a casa propria. Offre compagnia, attività, il pranzo e spesso il trasporto; non è una casa di riposo e non comporta nessun trasferimento di residenza.
È la soluzione che molte famiglie cercano quando un genitore sta ancora bene abbastanza per vivere a casa ma passa troppe ore da solo. Qui trovi come è fatta una giornata, come si accede, quanto costa e le domande da fare quando si va a visitarne uno.
In breve
- Si va la mattina e si torna a casa la sera: la residenza resta la propria.
- La frequenza è flessibile: si può andare due, tre o cinque giorni a settimana.
- La domanda si presenta al Comune o al servizio sociale, spesso con il medico di famiglia.
- Le tariffe variano molto per regione e per struttura, e sono in parte a carico dell’ente pubblico.
- La visita prima di decidere è indispensabile, meglio verso le 11 quando le attività sono in corso.
Cosa trovi in questa pagina
- Che cosa è, e cosa non è
- Com’è fatta una giornata
- A chi va bene e a chi no
- Quanto costa e chi paga
- Come si accede, passo per passo
- Dieci domande da fare in visita
- Il trasporto
- Come funziona dentro VilleoCare
- Domande frequenti
Che cosa è, e cosa non è
Nella classificazione dei servizi per anziani il centro diurno è un servizio semiresidenziale: la persona lo frequenta di giorno e mantiene la propria casa. Le forme cambiano da regione a regione e possono avere un carattere più socio-assistenziale oppure più orientato all’assistenza di persone con maggiori bisogni.
| È | Non è |
|---|---|
| Un posto dove passare la giornata in compagnia | Un ricovero |
| Un servizio con orari fissi, dal lunedì al venerdì | Un servizio notturno o festivo |
| Un sollievo concreto per chi assiste in famiglia | Una sostituzione dell’assistenza a domicilio |
| Un luogo con operatori e attività organizzate | Un circolo ricreativo aperto a chiunque |
| Un servizio in parte pubblico, con domanda e criteri | Un servizio a libero accesso |
La differenza più importante rispetto alla RSA è che la sera si torna a casa. Per molte famiglie è proprio questo il punto: permette di rimandare, a volte di anni, una decisione più definitiva.
Com’è fatta una giornata
Gli orari cambiano da struttura a struttura, ma lo schema si assomiglia quasi ovunque.
| Orario | Cosa succede |
|---|---|
| 8:00-9:30 | Arrivo, spesso con il pulmino del servizio |
| 9:30-10:30 | Colazione e accoglienza, lettura del giornale |
| 10:30-11:30 | Attività: movimento da seduti, laboratori, giochi |
| 12:00-13:00 | Pranzo |
| 13:00-14:30 | Riposo o momento tranquillo |
| 14:30-16:00 | Attività di gruppo: tombola, carte, musica, canto |
| 16:00-16:30 | Merenda |
| 16:30-17:30 | Rientro a casa |
A chi va bene e a chi no
| Va bene se | Conviene valutare altro se |
|---|---|
| La persona vive sola e passa molte ore in silenzio | Ha bisogno di assistenza continua anche di notte |
| Cammina, con o senza bastone, e si orienta | Rifiuta in modo netto e costante di uscire di casa |
| Chi assiste ha bisogno di ore libere di giorno | Il bisogno principale è la notte o il fine settimana |
| Mangiare in compagnia sarebbe un miglioramento | Le condizioni richiedono personale sanitario stabile |
| Serve una routine fissa nella settimana | Il trasporto è impossibile da organizzare |
Un buon segnale per provarci: quando la persona, il lunedì, non ha niente da raccontare del fine settimana.
Quanto costa e chi paga
Le tariffe variano molto per regione, per tipo di centro e per fascia di reddito. Le cifre che seguono sono indicazioni generali di mercato e vanno sempre verificate presso il Comune, l’azienda sanitaria o la struttura.
| Voce | Come funziona di solito |
|---|---|
| Retta giornaliera | Spesso divisa fra una quota a carico dell’ente pubblico e una a carico della famiglia |
| Quota della famiglia | Calcolata in base all’ISEE, con soglie decise dal Comune |
| Pasti | In genere compresi nella retta, a volte a parte |
| Trasporto | A volte compreso, a volte con un contributo aggiuntivo |
| Centri privati | Tariffa piena, senza compartecipazione pubblica |
Vanno verificate anche le eventuali agevolazioni previste per la non autosufficienza e le detrazioni fiscali applicabili, che dipendono dalla situazione della persona e dal tipo di servizio. Le informazioni ufficiali stanno all’INPS e presso i servizi sociali del Comune: è lì che si chiedono i numeri veri, non alle chiacchiere di quartiere.
Come si accede, passo per passo
- Parla con il medico di famiglia. È il primo riferimento e conosce i percorsi attivi sul territorio.
- Contatta il servizio sociale del Comune, oppure il punto unico di accesso dell’azienda sanitaria dove esiste.
- Presenta la domanda con i documenti richiesti: documento di identità, tessera sanitaria, ISEE, eventuale certificazione di invalidità o di legge 104.
- Attendi la valutazione. In molte regioni interviene un’équipe multidisciplinare che valuta la situazione e definisce il progetto di assistenza.
- Verifica la disponibilità di posti, e chiedi esplicitamente quanto è lunga l’attesa.
- Fai una visita, possibilmente insieme al genitore, prima di accettare il posto.
- Concorda un inizio graduale: due giorni a settimana per il primo mese sono quasi sempre meglio di cinque.
Nomi degli uffici e passaggi cambiano da regione a regione: la telefonata al servizio sociale del proprio Comune resta il modo più rapido per sapere come funziona lì.
Dieci domande da fare in visita
Vale la pena andare in tarda mattinata, quando c’è vita, e chiedere di vedere la sala mentre è in uso.
- Quanti ospiti ci sono al giorno e quanti operatori in servizio?
- Chi sono gli operatori e con quali figure professionali si lavora?
- Come è fatto il programma della settimana? Posso vederlo scritto?
- Cosa succede se mio padre non vuole partecipare a un’attività?
- Chi prepara i pasti e come vengono gestite preferenze e diete?
- Il trasporto è compreso? Quanto dura il giro del pulmino?
- Come e quando ci si sente con la famiglia?
- Cosa succede se una persona sta male durante la giornata?
- Si può frequentare solo alcuni giorni a settimana?
- Posso passare una mattinata qui insieme a lui la prima volta?
Se davanti a queste domande si risponde in modo vago o non si può vedere la sala, è un’informazione utile quanto una risposta.
Il trasporto
È il punto che fa saltare più iscrizioni, e va verificato prima di tutto il resto.
- Chiedi la durata reale del giro, non solo se il servizio esiste: un’ora e un quarto di pulmino cambia completamente la giornata.
- Verifica chi accompagna dalla porta di casa al mezzo, soprattutto se ci sono scale.
- Chiedi cosa succede quando la persona non va: come e entro quando va avvisato l’autista.
- Valuta le alternative locali: alcuni Comuni e associazioni di volontariato hanno servizi di accompagnamento dedicati.
- Metti in conto i primi giorni: spesso conviene accompagnare di persona per la prima settimana.
Come funziona dentro VilleoCare
Per i centri diurni VilleoCare mette a disposizione la parte organizzativa della giornata, non la parte sanitaria.
- Calendario delle attività consultabile dagli operatori e visibile ai familiari autorizzati.
- Prenotazione del trasporto, con le assenze segnalate in anticipo invece che con la telefonata dell’ultimo minuto.
- Attività di gruppo già pronte: tombola digitale, carte italiane, musica per decennio, quiz.
- Mensa con le preferenze, comprese quelle culturali e religiose.
- Note vocali di turno per passare le consegne senza scrivere.
- Notizie brevi alle famiglie, che riducono le telefonate perché raccontano com’è andata la giornata.
Le funzioni per le strutture sono descritte nella pagina per le RSA; su come si organizza una settimana di attività abbiamo scritto una guida dedicata.
Domande frequenti
Qual è la differenza fra centro diurno e RSA?
Nel centro diurno la persona passa la giornata e la sera torna a casa propria, mantenendo la residenza. In RSA la persona vive nella struttura. Il centro diurno è spesso il passaggio che permette di restare a casa più a lungo.
Quanto costa un centro diurno per anziani?
Dipende dalla regione, dal tipo di centro e dall’ISEE: nei servizi convenzionati una parte della retta è a carico dell’ente pubblico e una parte della famiglia, mentre nei centri privati la tariffa è piena. Le cifre esatte si chiedono al servizio sociale del Comune e alla struttura.
Si può andare solo due giorni a settimana?
Nella maggior parte dei centri sì, e all’inizio è quasi sempre la scelta migliore: due giorni per il primo mese permettono di abituarsi senza che la novità diventi un peso.
Mio padre dice che non vuole andarci. Che si fa?
Non si presenta come una decisione presa. Funziona meglio proporre una mattinata di prova, andarci insieme e limitarsi a quella. Molti rifiuti nascono dall’idea che sia l’anticamera della casa di riposo: chiarire che si torna a casa la sera cambia spesso la risposta.
C’è una lista d’attesa?
Spesso sì, e la lunghezza varia molto da territorio a territorio. È una delle prime domande da fare, insieme a quella su come funziona la graduatoria.
Nota importante. VilleoCare non è un dispositivo medico e non sostituisce il parere del medico. In caso di emergenza chiama il 112.
Chi ha scritto questa guida
Redazione VilleoCare. Le informazioni su accesso, tariffe e agevolazioni cambiano da regione a regione e nel tempo: qui descriviamo lo schema generale e indichiamo sempre a chi chiedere il dato ufficiale. Non forniamo consulenza legale, fiscale o medica. Se un passaggio non corrisponde a quello che hai trovato nel tuo Comune, scrivicelo dalla pagina contatti.
Fonti
- L'offerta dei servizi residenziali e semiresidenziali per anziani in Italia (si apre in una nuova scheda)
- Portale istituzionale, area assistenza territoriale e semiresidenziale (si apre in una nuova scheda)
- Prestazioni e agevolazioni per persone anziane e non autosufficienti (si apre in una nuova scheda)