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Compagnia e giornate

Organizzare la giornata di un anziano in casa: traccia ora per ora

Una giornata tipo per un genitore anziano che sta molto in casa: orari, attività e pause, con la traccia completa da stampare, adattare e appendere in cucina.

Pubblicato il 8 minuti di lettura

  • Per figlie e figli
  • Per chi la usa ogni giorno

Una giornata in casa regge bene se ha quattro o cinque punti fissi sempre agli stessi orari: i pasti, un momento di movimento leggero, un contatto con qualcuno e un’attività che finisce. Non serve riempire tutte le ore: serve che le ore abbiano una forma riconoscibile. Qui sotto trovi una traccia completa, dalla sveglia alla sera, pensata per una persona autonoma che sta molto in casa, e le indicazioni per adattarla.

In breve

  • Bastano quattro o cinque appuntamenti fissi al giorno: il resto si sistema da solo.
  • Il pomeriggio è la fascia più vuota e va presidiata per prima.
  • Ogni attività deve avere un inizio e una fine chiari: dà la sensazione che la giornata avanzi.
  • Gli orari li sceglie la persona anziana, non la famiglia. Se li subisce, li abbandona.
  • Prima di introdurre movimento o cambiare abitudini legate alle medicine, parlane con il medico di famiglia.

Sommario

A cosa serve una giornata con orari fissi

Quando si smette di lavorare e le uscite si riducono, sparisce la struttura esterna che teneva insieme il tempo. Le ore diventano tutte uguali e questo produce due effetti pratici: si perde la percezione dei giorni della settimana e si rimanda tutto, perché “c’è tempo”.

Una traccia oraria risolve tre problemi in una volta:

  • Riduce le decisioni. Decidere cosa fare alle tre del pomeriggio, da soli, tutti i giorni, è faticoso. Se è già deciso, non si decide.
  • Crea attesa. Sapere che alle sei chiama la figlia rende diverse anche le cinque.
  • Rende visibili i cambiamenti. Se una persona che pranzava sempre all’una comincia a saltare il pranzo, chi le sta intorno se ne accorge subito.

La traccia ora per ora

Questa è una giornata infrasettimanale per una persona che vive in casa propria ed è autonoma. Gli orari sono indicativi: quello che conta è che siano sempre gli stessi.

OraCosa succedePerché è lì
7:30Sveglia, tapparelle su, aria in casaLa luce del mattino aiuta a distinguere il giorno dalla notte
8:00Colazione, sempre allo stesso tavoloPrimo ancoraggio della giornata
8:30Medicine del mattino, con la confermaLegate alla colazione, non a un orario astratto
9:00Igiene personale e vestirsi come per uscireRestare in pigiama scioglie la giornata
9:30Faccende leggere: letto, piatti, una piantaPiccoli compiti con una fine visibile
10:30Movimento leggero, 10-15 minutiFascia in cui di solito c’è più energia
11:00Uscita: edicola, panchina, giro dell’isolatoAnche dieci minuti cambiano la giornata
12:30PranzoSecondo ancoraggio, il più importante
13:30Riposo breve, non oltre i 30-40 minutiUn sonno lungo sposta tutta la sera
15:00Attività scelta: carte, cruciverba, cucito, giochiLa fascia più vuota va presidiata
16:30Merenda e qualcosa da bereRicorda di bere anche senza sete
17:00Musica, radio, ricordi, fotoAttività calma che non richiede sforzo
18:00Telefonata o videochiamata con la famigliaAppuntamento fisso, sempre alla stessa ora
19:00CenaTerzo ancoraggio
19:30Medicine della sera, con la confermaLegate alla cena
20:00Televisione, lettura, telefono a un’amicaTempo libero, senza obblighi
22:00Preparazione per la notte, luce bassaUn rituale di chiusura aiuta ad addormentarsi

Stampala, appendila in cucina e correggila a penna insieme a lui o a lei. Una traccia scritta a mano viene rispettata molto più di una traccia perfetta stampata da un figlio.

La mattina

La mattina è la parte facile: quasi tutte le persone anziane hanno già una routine mattutina e non va toccata. Le uniche due cose che vale la pena sistemare sono queste.

  • Vestirsi come se si dovesse uscire. Non è formalismo: è il segnale che la giornata è cominciata. Chi resta in pigiama tende a saltare l’uscita e poi il pranzo.
  • Legare le medicine a un pasto. “Dopo colazione” si ricorda; “alle 8:15” no. Se in famiglia qualcuno vuole sapere che sono state prese, meglio una conferma con un tasto che una telefonata di controllo: la telefonata di controllo, ripetuta, diventa un fastidio e viene aggirata.

Se c’è un’uscita possibile, mettila la mattina: è la fascia in cui si esce più volentieri e in cui per strada c’è più gente.

Il pomeriggio, le ore vuote

Dalle 14:30 alle 18 c’è il buco vero. È qui che nasce la frase “non so cosa fare” e qui che la televisione prende tutto.

Cosa mettere, scegliendo una cosa sola al giorno:

  • Lunedì. Carte: briscola, scopa o tressette, contro il computer o con qualcuno in famiglia.
  • Martedì. Un’ora di ricordi: una foto, una domanda, una risposta raccontata a voce e registrata.
  • Mercoledì. Musica di quando aveva vent’anni. Le canzoni italiane degli anni Cinquanta e Sessanta fanno partire i racconti meglio di qualsiasi domanda.
  • Giovedì. Qualcosa con le mani: cucito, orto sul balcone, riparazioni, ricette.
  • Venerdì. Giochi di parole, quiz, cruciverba a caratteri grandi.
  • Sabato. Videochiamata con i nipoti o partita a carte con loro.
  • Domenica. Visita, o il momento della settimana con qualcuno in casa.

La regola è una sola: una cosa al giorno, non tre. Un elenco lungo viene guardato e ignorato.

Se si annoia comunque

Prova a cambiare il tipo di attività, non la quantità. Chi si annoia con i cruciverba spesso si accende con le carte, perché c’è un avversario. Chi non sopporta i giochi si accende raccontando la propria vita, perché c’è qualcuno che ascolta. La noia raramente si batte con più attività: si batte con la presenza di un altro, vero o all’altro capo del telefono.

Le attività del pomeriggio non vanno inventate ogni giorno: un elenco lungo, diviso per quello che la persona riesce a fare, sta in passatempi per anziani in casa. Per la parte di musica e racconti, le canzoni italiane degli anni Cinquanta e Sessanta fanno partire il discorso meglio di qualsiasi domanda.

La sera

La sera va tenuta calma e prevedibile.

  • Cena a orario fisso, sempre alla stessa ora.
  • Medicine della sera legate alla cena.
  • Un’ora di qualcosa che piace davvero, senza sensi di colpa: la televisione va benissimo.
  • Un rituale di chiusura: luci basse, radio a volume basso, un bicchiere d’acqua sul comodino, il telefono in carica sempre nello stesso punto.
  • Torcia o luce notturna sul percorso verso il bagno.

Se il sonno è disturbato o cambia in modo evidente, non improvvisare rimedi: parlane con il medico di famiglia.

Adattarla a chi lavora tutto il giorno

Se sei figlio o figlia e lavori, non puoi presidiare la giornata. Puoi però presidiare tre momenti, e bastano.

MomentoCosa serveQuanto costa a te
Mattina prestoUn messaggio vocale di trenta secondi prima di entrare al lavoro1 minuto
Pausa pranzoUna chiamata breve, sempre alla stessa ora5 minuti
SeraVideochiamata mentre prepari la cena10 minuti

Il resto si copre con l’organizzazione: un vicino il martedì, il centro anziani il giovedì, la spesa consegnata il venerdì. Se siete più fratelli, dividetevi i giorni invece di sovrapporvi tutti la domenica.

Cosa non mettere in agenda

  • Attività che richiedono di uscire senza avere risolto il trasporto. Il trasporto è il vero ostacolo, quasi mai la voglia.
  • Cose nuove tutte insieme. Una alla settimana, non cinque il lunedì.
  • Impegni che dipendono da qualcuno che potrebbe saltare. Un appuntamento disdetto due volte non viene più creduto.
  • Compiti travestiti da svago. Gli esercizi presentati come “devi farli” durano dieci giorni. Presentati come una partita, durano.
  • Il controllo. Una giornata piena di verifiche non è una routine: è una sorveglianza, e viene vissuta così.

Come tenerla viva dopo il primo mese

La traccia funziona per tre o quattro settimane, poi si sfilaccia. Per farla durare:

  1. Rivedila insieme una volta al mese, con la penna in mano, togliendo ciò che non ha funzionato.
  2. Tieni fissi solo gli ancoraggi (pasti, medicine, telefonata) e lascia libero il resto.
  3. Lascia sempre un giorno senza niente. Una giornata vuota scelta è diversa da una giornata vuota subita.
  4. Fai in modo che le attività portino a qualcuno. Una partita giocata con il nipote dura nel tempo; la stessa partita contro il computer si esaurisce prima.

In VilleoCare gli orari si impostano una volta sola: le sveglie delle medicine suonano da sole con il nome del farmaco e un tasto grande per confermare, gli esercizi e i giochi sono già divisi per giornata e la famiglia può ricevere, se la persona lo autorizza, la conferma che è filato tutto liscio.

Se il problema non è come riempire la giornata ma il fatto che non passi più nessuno, il testo giusto è solitudine degli anziani: cosa fare, in concreto.

Domande frequenti

Quante attività al giorno sono giuste?

Una principale nel pomeriggio, più i tre pasti e un contatto con qualcuno. Cinque appuntamenti in tutto. Chi ne mette dieci si ritrova con zero dopo due settimane.

Meglio far riposare il pomeriggio o no?

Un riposo breve, di venti o trenta minuti, di solito non disturba la notte; un sonno di due ore sì. Se il ritmo del sonno cambia in modo evidente, è una cosa da riferire al medico di famiglia, non da correggere per tentativi.

Come faccio a farle accettare gli orari?

Non proporli tu. Siediti con un foglio bianco e chiedi a lei quando le va di mangiare, quando preferisce sentirti, cosa le piacerebbe fare nel pomeriggio. Scrivi sotto dettatura. Una traccia dettata da lei viene rispettata; una traccia consegnata da te, no.

E se vive con qualcuno?

Cambia poco negli orari, cambia molto nei ruoli. Chi assiste ha bisogno anche lui di pause fisse in agenda, altrimenti la routine regge un mese e poi crolla. Metti nero su bianco anche i momenti in cui chi assiste esce di casa.

Serve un’app o basta un foglio appeso in cucina?

Il foglio funziona benissimo e resta il punto di partenza. Un’app serve quando gli orari sono tanti, quando le medicine sono più di due o tre al giorno o quando la famiglia abita lontano e vuole sapere che è andato tutto bene senza telefonare cinque volte.

Quanto movimento è ragionevole in una giornata in casa?

Dipende dalla persona e non è una cosa che si decide leggendo un articolo. L’unico riferimento onesto è il medico di famiglia, che conosce la situazione. In generale si comincia da poco, si fa spesso e ci si ferma appena qualcosa dà fastidio.

Chi ha scritto questa guida

La Redazione VilleoCare è il gruppo che scrive i testi del sito. Costruiamo le guide a partire dalle domande reali di famiglie, centri diurni e strutture, verifichiamo i riferimenti su fonti pubbliche di enti riconosciuti e le aggiorniamo quando serve. Non siamo medici e non diamo indicazioni sanitarie.

Nota importante

VilleoCare non è un dispositivo medico e non sostituisce il parere del medico. In caso di emergenza chiama il 112.

Fonti

  1. Ageing and health (si apre in una nuova scheda)Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)
  2. Physical activity (si apre in una nuova scheda)Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)
  3. Passi d'Argento: la sorveglianza sulla popolazione con 65 anni e più (si apre in una nuova scheda)Istituto Superiore di Sanità - EpiCentro

Le fonti si aprono in una nuova scheda.

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