Compagnia e giornate
Qual è la migliore app per un anziano che vive solo?
Non c'è un'app migliore per tutti: dipende da cosa manca davvero. Le tre famiglie di app a confronto, sette controlli e come provarle senza spendere.
- Per figlie e figli
Non esiste un’app migliore in assoluto per un anziano che vive solo. Esiste l’app giusta per quello che manca in quella casa, in quelle giornate. Prima di confrontare i nomi conviene fermarsi cinque minuti e capire se il problema è la solitudine delle ore vuote, la paura di un malore quando non c’è nessuno, o semplicemente il fatto che i figli non riescono più a sentirlo tutti i giorni. Sono tre problemi diversi e si risolvono con strumenti diversi.
In breve
- Non c’è un’app migliore per tutti: c’è quella giusta per il bisogno che avete davanti.
- Le app si dividono in tre famiglie: compagnia e giornata, contatto con la famiglia, chiamata di soccorso.
- Un’app di compagnia non sostituisce un telesoccorso con centrale operativa, e viceversa.
- Sette controlli prima di scegliere: scritte grandi, tocco largo, niente password, prova gratuita, chi vede cosa, disdetta semplice, funziona sul telefono che ha già.
- Si prova sempre prima di parlarne al genitore: se non convince voi in dieci minuti, non convincerà lui.
Cosa trovi in questa pagina
- Prima domanda: cosa manca davvero
- Le tre famiglie di app
- Sette controlli prima di scegliere
- Come si prova senza spendere niente
- Dove si colloca VilleoCare
- Domande frequenti
Prima domanda: cosa manca davvero
La stessa frase — «mio padre vive solo» — nasconde situazioni molto lontane fra loro. Un uomo di settantadue anni che esce ogni mattina a comprare il giornale ha bisogni diversi da una signora di ottantasette che non scende più le scale da un anno.
| Come sono le giornate | Cosa manca in genere | Che tipo di strumento serve |
|---|---|---|
| Esce, ha amici, guida ancora | Poco. Semmai il contatto con i nipoti lontani | Videochiamate e messaggi facili |
| Sta in casa quasi sempre, la TV accesa | Ore da riempire, qualcuno con cui parlare | Attività, giochi, musica, compagnia |
| Dimentica gli orari, salta i pasti | Una giornata con dei punti fermi | Promemoria e routine |
| Ha avuto un malore in casa, ha paura | Qualcuno che risponda subito, anche di notte | Telesoccorso con centrale operativa |
| Non vede bene, non sente bene | Un’interfaccia che si adatta | Accessibilità: scritte grandi, lettura vocale |
Il consiglio pratico: scrivete su un foglio le tre cose che vi tengono svegli la notte, in ordine. Se la prima è «e se cade e non riesce ad alzarsi», nessuna app di giochi vi darà quello che cercate. Se la prima è «non parla con nessuno da giovedì», nessun braccialetto risolverà il problema.
Le tre famiglie di app
Sul mercato italiano quasi tutto quello che viene proposto per gli anziani soli rientra in tre categorie. Confonderle è l’errore più comune, e anche il più costoso.
| Famiglia | Cosa fa davvero | Cosa non fa | Quando ha senso |
|---|---|---|---|
| Compagnia e giornata | Attività, giochi, musica, ricordi, promemoria degli orari | Non chiama nessuno se succede qualcosa di notte | Ore vuote, isolamento, giornate senza struttura |
| Contatto con la famiglia | Videochiamate, messaggi vocali, foto, portale per i nipoti | Non organizza la giornata di chi resta solo | Famiglia lontana, nipoti in un’altra città |
| Chiamata di soccorso | Bottone che avvisa contatti o una centrale operativa | Non fa compagnia e non riempie il pomeriggio | Paura di un malore, casa isolata, notti da soli |
Molte app coprono due famiglie su tre. Quasi nessuna le copre tutte e tre bene, e chi dice di farlo di solito fa male qualcosa. Non è un difetto: sono servizi con logiche diverse. Un telesoccorso serio ha operatori in carne e ossa che rispondono ventiquattro ore su ventiquattro, e questo si paga. Un’app di compagnia vive di contenuti e di semplicità, e costa poco o niente.
Le due cose possono convivere, e spesso è la soluzione più sensata: il telesoccorso del Comune per le emergenze, un’app per le giornate.
Sette controlli prima di scegliere
Provate voi l’app prima di parlarne a vostra madre. Questi sette controlli si fanno in un quarto d’ora e scartano il novanta per cento delle proposte.
- Le scritte si ingrandiscono davvero? Non basta il fattore di zoom del telefono. Cercate un’impostazione dentro l’app, e portatela al massimo: se il testo esce dallo schermo o i bottoni si sovrappongono, l’app non è stata pensata per chi ha ottant’anni.
- I tasti sono larghi almeno un polpastrello? Un dito anziano, magari con le mani un po’ rigide, ha bisogno di bersagli grandi e distanti fra loro. Le linee guida internazionali sull’accessibilità dei contenuti web indicano bersagli di almeno 44 pixel; per gli anziani è meglio stare abbondantemente sopra.
- Serve una password? Se sì, mettete in conto che verrà dimenticata. Un codice numerico scelto da lui, o un accesso che resta aperto sul suo tablet, evitano metà delle telefonate di aiuto.
- C’è una prova gratuita vera? «Gratis per sette giorni con carta di credito» non è una prova, è un abbonamento con un rinvio. Cercate app che si possano aprire e guardare senza lasciare nulla.
- Chi vede cosa? Se un familiare può vedere tutto senza che l’anziano possa decidere niente, quell’app verrà rifiutata. E farà bene a rifiutarla.
- Come si disdice? Cercate la parola «disdetta» o «annulla abbonamento» prima di attivare, non dopo. Se non la trovate nel sito, è già una risposta.
- Funziona sul telefono che ha già? Un’app che obbliga a comprare un dispositivo nuovo parte con un ostacolo grosso: quasi nessuno cambia telefono a ottantatré anni per fare contento un figlio.
Come si prova senza spendere niente
C’è un ordine che funziona quasi sempre e che evita la scena del genitore che dice «non ci capisco niente» al primo tentativo.
- Primo giorno: la provate voi. Da soli, sul vostro telefono, con calma. Se dopo dieci minuti siete confusi voi, fermatevi qui.
- Secondo giorno: la impostate voi. Orari, contatti, nomi. Tutto quello che si può preparare da casa vostra si prepara prima, così lui trova le cose già a posto.
- Terzo giorno: gliela mostrate partendo da qualcosa di piacevole. Una partita a briscola, una canzone di quando aveva vent’anni, un messaggio vocale del nipote. Mai partire dai promemoria: sembrano un rimprovero.
- Dopo una settimana: aggiungete una seconda funzione. Una alla volta. Due funzioni usate tutti i giorni valgono più di dieci aperte una volta sola.
- Dopo un mese: decidete. Se non l’ha aperta da solo neanche una volta, non è l’app giusta o non è il momento giusto. Non insistete: provate un’altra strada.
Dove si colloca VilleoCare
VilleoCare sta nella prima e nella seconda famiglia: compagnia, giornata e contatto con la famiglia. Ci sono i promemoria degli orari con la conferma, gli esercizi di movimento, i giochi di memoria e le carte italiane anche in partita con i nipoti, il diario dei ricordi con la dettatura, la musica di una volta, le videochiamate e il portale familiare a cui i nipoti accedono con un link, senza registrarsi.
C’è anche un tasto SOS, che avvisa fino a cinque contatti scelti con la posizione e permette di chiamare il 112 con un tocco. Ma va detto con chiarezza: dietro quel tasto non c’è una centrale operativa che risponde di notte. Se è quello che vi serve, serve un telesoccorso, non un’app.
VilleoCare si apre dal browser di un telefono, di un tablet o di un computer, senza scaricare nulla da nessun negozio, e ha una prova gratuita senza scadenza e senza carta di credito.
Nota importante. VilleoCare non è un dispositivo medico e non sostituisce il parere del medico. In caso di emergenza chiama il 112.
Se stai ancora inquadrando il problema, tre letture aiutano più di un confronto fra app: come aiutare un genitore anziano che vive solo per il quadro generale, meglio un telesoccorso o un tasto SOS per la parte di sicurezza e quanto costa un’app per anziani per i soldi.
Domande frequenti
Esiste un’app per anziani che funziona senza internet?
In parte. Le sveglie dei promemoria e i giochi già caricati possono funzionare anche con la linea assente, e le conferme restano in attesa fino a quando la connessione torna. Videochiamate, partite in compagnia e video hanno invece bisogno della rete. Se in casa non c’è una connessione stabile, questo è il primo problema da risolvere: prima della scelta dell’app.
Meglio un tablet o uno smartphone per una persona di ottant’anni?
Quasi sempre il tablet, per una ragione semplice: lo schermo grande. Le scritte sono più leggibili, i tasti più larghi, le partite a carte si vedono. Lo smartphone resta utile perché lo ha in tasca quando esce. Molte famiglie tengono il tablet fisso in cucina o in salotto e usano il telefono solo per il tasto SOS fuori casa.
Mia madre non vuole nessuna app. Devo insistere?
No, non frontalmente. Il rifiuto quasi sempre non riguarda la tecnologia ma il significato: «se accetto questo, sto ammettendo di non farcela più». Conviene togliere l’app dal centro del discorso e mettercene un’altra: una partita, una canzone, il nipote che manda un messaggio vocale. Se dopo qualche settimana non se ne fa niente, si accetta e si riprova più avanti.
Un’app può sostituire una badante o l’assistenza domiciliare?
No, e nessuno dovrebbe dirvi il contrario. Un’app non prepara da mangiare, non aiuta ad alzarsi, non accompagna dal medico. Fa un lavoro diverso: tiene compagnia nelle ore in cui non c’è nessuno, ricorda gli orari che avete scritto voi, tiene i contatti vivi. Quando serve una persona, serve una persona.
Quanto costa in media un’app per anziani in Italia?
Le app di compagnia e di contatto familiare vanno dal gratuito (di solito con spazi pubblicitari) a pochi euro al mese per tutta la famiglia. I servizi di telesoccorso con centrale operativa hanno un canone più alto, e in molti Comuni sono in convenzione con una compartecipazione legata all’ISEE: vale sempre la pena chiedere ai servizi sociali del proprio Comune prima di firmare con un privato.
Chi ha scritto questa risposta
La redazione di VilleoCare scrive e rilegge i testi di questo sito. Non siamo medici e non diamo indicazioni sanitarie: raccontiamo cose organizzative e pratiche, quelle che si imparano parlando con le famiglie e con chi lavora nelle strutture per anziani. Ogni pagina porta la data di pubblicazione e quella dell’ultimo aggiornamento. Se trovi un errore, scrivici: lo correggiamo e lo scriviamo in fondo alla pagina.