Giochi e passatempi
Passatempi per anziani in casa: idee che funzionano davvero
Trenta passatempi per chi passa molte ore in casa: carte italiane, giochi di parole, lavori con le mani, musica e ricordi, anche da fare insieme a distanza.
- Per figlie e figli
- Per chi la usa ogni giorno
- Per le strutture
I passatempi che reggono nel tempo hanno tre caratteristiche: si iniziano e si finiscono nella stessa giornata, non richiedono di imparare niente di nuovo e, meglio ancora, coinvolgono un’altra persona. Le carte italiane le hanno tutte e tre, ed è il motivo per cui funzionano dove le liste di attività falliscono. Qui trovi trenta idee divise per tipo, con l’indicazione di cosa serve e di quanto dura, più quelle che si possono fare insieme anche quando si abita lontano.
In breve
- Un passatempo dura se ha una fine: una partita finisce, “leggere di più” no.
- Si comincia sempre da qualcosa che la persona sa già fare, mai da una cosa nuova.
- Il coinvolgimento di un’altra persona è ciò che fa la differenza fra un’attività che regge e una abbandonata.
- Una attività al giorno, non cinque: gli elenchi lunghi vengono guardati e ignorati.
- Si gioca perché è piacevole. Nessun gioco va presentato come un compito o come un obbligo.
Sommario
- Da dove nasce la noia
- Le carte italiane, da soli o con i nipoti
- Giochi di parole, quiz ed enigmistica
- Passatempi con le mani
- Musica e ricordi
- Passatempi da fare insieme a distanza
- Attivita di gruppo, se ci sono altre persone
- Quando dice che non gli va niente
- Domande frequenti
Da dove nasce la noia
La noia di chi sta molto in casa non nasce dalla mancanza di cose da fare: nasce dal fatto che nessuna di quelle cose ha un inizio e una fine. Guardare la televisione non finisce mai, e quindi non lascia la sensazione di aver fatto qualcosa.
Un passatempo funziona quando risponde sì a queste quattro domande:
- Finisce? Una partita, un cruciverba, un dolce, una telefonata hanno una fine.
- Lo so già fare? Se richiede di imparare qualcosa di nuovo, la fatica arriva prima del piacere.
- C’è qualcun altro? Un avversario, un ascoltatore, un compagno di squadra. Anche a distanza.
- Posso raccontarlo? Le cose che si possono raccontare la sera valgono il doppio.
Tieni queste quattro domande a mente mentre leggi l’elenco: servono a scartare in fretta le idee che non attecchiranno.
Le carte italiane, da soli o con i nipoti
Sono il passatempo italiano per eccellenza e hanno un vantaggio che nessun’altra attività ha: le regole le sa già lui, e spesso meglio di chi gliele propone. Chi ha smesso di giocare l’ha fatto quasi sempre perché è venuto a mancare il gruppo di gioco, non perché si è stancato.
| Gioco | Giocatori | Durata di una partita |
|---|---|---|
| Briscola | 2 o 4 | 10-15 minuti |
| Scopa | 2 o 4 | 15-20 minuti |
| Tressette | 4 | 20-30 minuti |
| Scala 40 | 2-4 | 30-45 minuti |
| Burraco | 4 | 45-60 minuti |
| Ramino | 2-4 | 20-30 minuti |
Come farle rientrare nella giornata:
- Un mazzo vero sul tavolo, sempre lo stesso posto. Il solitario riempie bene la fascia difficile del pomeriggio.
- Un avversario elettronico quando non c’è nessuno: si gioca a qualsiasi ora, senza dover disturbare.
- Una partita con un familiare a distanza, ognuno a casa propria. È il modo più naturale che conosciamo per stare mezz’ora insieme senza dover trovare argomenti.
- I nipoti come allievi. Farsi insegnare la briscola da un nonno ribalta i ruoli: per una volta è lui quello che sa.
In VilleoCare i sei giochi della tabella si possono fare contro il computer con tre livelli di difficoltà, oppure con qualcuno di famiglia; chi non gioca da anni trova anche i corsi passo passo con le regole. I nipoti entrano da un link, senza registrarsi.
Giochi di parole, quiz ed enigmistica
Vanno bene per il pomeriggio, si fanno da soli e hanno una fine chiara. Un’avvertenza: si propongono come divertimento, mai come esercizio da fare. Presentati come un compito, durano due settimane.
- Cruciverba a caratteri grandi. In edicola esistono edizioni apposta: vale la pena cercarle invece di adattarsi a quelle piccole.
- Parole intrecciate e crucipuzzle, più semplici dei cruciverba classici e meno frustranti.
- Quiz sui ricordi: canzoni, film, calciatori, pubblicità della televisione degli anni Sessanta. Funzionano benissimo perché pescano da ciò che si sa già.
- Indovinelli e proverbi da completare, ottimi anche in due.
- Giochi di memoria con le carte scoperte e coperte, in versione facile.
- Sudoku, ma solo per chi ci ha già preso gusto: chi non l’ha mai fatto raramente comincia a ottant’anni.
- Il gioco dei nomi: nomi di città, fiori, animali con una lettera data. Si fa in due, non serve niente.
Passatempi con le mani
Sono i più sottovalutati e spesso i più amati, perché lasciano un oggetto finito.
- Cucito, rammendo, uncinetto, maglia.
- Piante sul balcone o orto in cassetta.
- Piccole riparazioni, viti, mobili da sistemare.
- Cucina: una ricetta di famiglia alla settimana, con qualcuno che la scrive sotto dettatura.
- Puzzle a tessere grandi, da lasciare montato sul tavolo per più giorni.
- Riordinare e catalogare le fotografie, scrivendo dietro nomi e date.
- Album dei ricordi: biglietti, cartoline, ritagli.
- Disegno, acquerello, decorazioni.
Il vantaggio della cucina e delle piante è che producono qualcosa che si può regalare: chi ha qualcosa da dare non si sente solo un destinatario di attenzioni.
Musica e ricordi
La musica di quando si avevano vent’anni è la scorciatoia più rapida verso una conversazione vera. Basta far partire una canzone italiana degli anni Cinquanta o Sessanta perché arrivino il ballo, il paese, il primo lavoro, una persona.
Idee pratiche:
- Una canzone al giorno, sempre alla stessa ora, con una domanda dopo: “dove eri quando è uscita?”.
- La colonna sonora della sua vita: una lista costruita insieme, un pezzo alla settimana.
- Eventi storici da ricordare insieme: il primo televisore in casa, il Giro, l’allunaggio, un’alluvione, una festa di paese.
- Il diario dei ricordi raccontato a voce. Chi fa fatica a scrivere non fa nessuna fatica a parlare: si registra e resta.
- Le fotografie commentate, meglio se qualcuno prende nota dei nomi mentre lui parla.
Da questo materiale, con pochissima fatica, esce un libro da stampare e regalare a Natale. È uno dei regali che ricevono le reazioni più forti nelle famiglie che l’hanno fatto.
Un elenco di passatempi funziona solo se trova un posto fisso nella giornata: dove metterli, ora per ora, è spiegato in organizzare la giornata di un anziano in casa.
Passatempi da fare insieme a distanza
Se abiti in un’altra città, queste sono le attività che reggono meglio in videochiamata o al telefono.
| Attività | Come funziona | Quanto dura |
|---|---|---|
| Partita a carte online | Ognuno a casa propria, stessa partita | 15-30 minuti |
| Cruciverba condiviso | Lui legge la definizione, tu provi a rispondere | 20 minuti |
| Ricetta guidata | Lui detta, tu cucini e mostri il risultato | 30-40 minuti |
| Domande dei nipoti | I nipoti mandano una domanda, lui risponde a voce | 10 minuti |
| Ascolto in contemporanea | Stessa canzone, poi si commenta | 10 minuti |
| Foto della settimana | Ognuno manda una foto e la racconta | 5 minuti |
Il trucco è sempre lo stesso: un appuntamento fisso, sempre lo stesso giorno alla stessa ora. Le attività improvvisate si diradano da sole nel giro di un mese.
Attivita di gruppo, se ci sono altre persone
Valgono in famiglia allargata, al centro anziani, in un centro diurno o in una struttura.
- Tombola, che resta imbattibile perché non richiede abilità e mette tutti alla pari.
- Tornei di carte a squadre, con un tabellone appeso.
- Quiz musicale: si fanno partire dieci secondi di una canzone e si indovina.
- Racconti a tema: il primo lavoro, il matrimonio, il servizio militare, la neve del 1956.
- Canto insieme, anche stonato: è una delle attività di gruppo che riesce meglio.
- Ginnastica dolce da seduti, se qualcuno la conduce e dopo aver sentito il medico.
- Lettura ad alta voce a turno, un capitolo alla volta.
Le domande da fare mentre si guarda una foto o si ascolta una canzone sono raccolte in 48 domande da fare ai nonni: servono a trasformare un passatempo in una conversazione.
Quando dice che non gli va niente
- Non proporre un elenco. Un elenco costringe a scegliere ed è già una fatica. Proponi una cosa sola, concreta, adesso.
- Comincia tu. Siediti e disponi le carte senza chiedere niente. Quasi sempre arriva.
- Cambia categoria, non intensità. Chi si annoia con i cruciverba spesso si accende alle carte, perché c’è un avversario.
- Chiedi un favore. “Mi insegni a fare il tuo ragù?” funziona meglio di qualsiasi proposta di svago.
- Accetta il no. Un rifiuto oggi non è un rifiuto per sempre, e insistere trasforma il passatempo in un dovere.
- Occhio alle cause pratiche. Se non vede le carte, se non sente la televisione, se le mani fanno male, non è disinteresse. Sono cose da riferire al medico di famiglia.
Se dietro la noia c’è soprattutto il fatto che non viene più nessuno, la risposta non è un gioco nuovo: cosa fare quando la solitudine pesa.
Domande frequenti
I giochi di memoria fanno bene?
Si gioca perché è piacevole e perché fa passare il pomeriggio in compagnia. Noi non promettiamo effetti sulla salute e diffidiamo di chi lo fa: un gioco resta intrattenimento. Per qualsiasi domanda sulla memoria il riferimento è il medico di famiglia.
Meglio giochi su carta o su tablet?
Entrambi, per motivi diversi. La carta non ha barriere e non si scarica. Il tablet serve quando manca l’avversario, quando servono caratteri molto grandi o quando si vuole giocare con qualcuno che abita lontano.
Quante attività proporre in una giornata?
Una principale, nel pomeriggio. Il resto della giornata si regge sui pasti e su un contatto con qualcuno. Cinque attività proposte lo stesso giorno diventano zero attività la settimana dopo.
Mio padre non ha mai giocato a niente. Da dove comincio?
Dai suoi ricordi e dal suo mestiere. Chi non ha mai giocato spesso si accende raccontando come si faceva un lavoro, o guardando fotografie di quando lavorava. Il gioco, se arriva, arriva dopo.
Le carte online sono complicate da usare?
Dipende da come sono fatte. Servono carte grandi e riconoscibili, nessuna password e nessun conto da creare per chi si aggiunge alla partita. Se una persona anziana deve registrarsi per giocare con il nipote, la partita non si farà mai.
Si può giocare con i nipoti che abitano lontano?
Sì, ed è una delle cose che funzionano meglio, perché mette nonno e nipote sullo stesso piano. In VilleoCare i nipoti ricevono un link, scrivono il loro nome e giocano: nessuna registrazione, nessuna installazione.
Chi ha scritto questa guida
La Redazione VilleoCare è il gruppo che scrive i testi del sito. Le idee di questa guida arrivano dalle domande di famiglie, centri diurni e strutture per anziani; i riferimenti generali sono verificati su fonti pubbliche di enti riconosciuti. Non siamo medici e non attribuiamo effetti sanitari ai giochi.
Nota importante
VilleoCare non è un dispositivo medico e non sostituisce il parere del medico. In caso di emergenza chiama il 112.